http://www.youtube.com/watch?v=TOfC9LfR3PI&feature=related

C’è qualcosa d’incantevole in questo canto.

Suonerebbe una tra le tante la mia voce che inneggia alla bellezza della Turandot. Eppure c’è qualcosa di essa che vorrei condividere con voi, alla fine di questo anno che volge a concludersi

Me ne stavo qui, a questo mio vecchio scrittoio, a pensare ad un messaggio in cui augurarvi ogni bene per l’anno che verrà. E per caso mi sono ritrovata sulle note dell’opera grandiosa di Puccini.

Il Maestro morì prima che riuscisse a scrivere la partitura per il finale del libretto. E Toscanini la eseguì così, fedele alle scritture dei compositori come un calvinista alla sacra Bibbia, e disse alla platea ” qui s’interrompe l’opera perché qui il Maestro morì”.

Ma si dice anche che Puccini non riusciva a trovare le note giuste per rendere in musica la totalità e la struggente grandezza del senso di quell’opera: l’amore.

Turandot era una principessa orientale che odiava a morte gli uomini e voleva veder morire tutti i suoi pretendenti, per vendicarsi dell’onta di una sua antenata che era caduta in mano ad uno straniero. Crudele e spietata, fa perire principi e nobili, sotto le mani del boia e gli occhi della folla, dopo averli fatti cadere nei suoi insolubili indovinelli. Solo chi avesse sciolto tali enigmi avrebbe goduto della gioia di vivere con lei.

Ma la vita gioca a lei il tranello più grande: s’innamora. Inaspettatamente, suo malgrado, inesorabilmente. Lui è un principe, bello e di rara intelligenza, che risolve i suoi enigmi. Ma lei lo respinge. la sua mente è salda nell’odio, ancor più perché il cuore le si ribella. Ma lui la sfida, ponendole un enigma che la scioglierebbe dall’obbligo di stare con lui: scoprire il suo nome. E dunque, nessun dorma, a Pechino, che si scopra il nome del vincitore straniero.

Ma all’alba lo straniero vince di nuovo: il suo nome è ignoto ancora. Ma lei lo supplica, di non umiliarla. E lui la disarma, da ogni barriera : è Calaf, e le sta offrendo la sua vita. Con il suo nome lei sarà libera, davanti al popolo, di poter uccidere questo straniero, vincitrice del suo enigma di rilancio.

Ma Turandot rivelerà a tutti il nome che per lei ha quell’uomo : amore.

E qui l’orchestra tace, e taccio anch’io, al pensiero di quanto alto e arduo compito sia rendere in musica o in parole passioni rare, totalizzanti, come il morir per amore o il disgelo di un cuore riluttante che s’infiammi di passione.

Nessun dorma, questa notte, siate felici, questa notte, e vivetela con passione.

Che voi possiate essere esattamente dove desideriate, accanto alle persone che sceglierete. Che nessuno scelga per voi. Né stanotte. Né mai.

Nessun dorma…stanotte…!

GiDM.

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