Alla fine, come si dice? Quanto più cerchi di allontanarti da qualcosa, tanto più te la ritrovi tra i piedi. Tu la spingi via dalla porta, e quella rientra dalla finestra e si fa beffa di te.

Bé, è più o meno così che è capitato a me con quello che tutti chiamano “il giorno più bello”: quello delle nozze.

Ho sempre pensato che il giorno più bello della mia vita sarebbe stato quello in cui avrei preso tra le mani il mio primo romanzo dallo scaffale di una libreria, ( e infatti così è stato!), ma pare sia alquanto stonata questa mia voce fuori dal magnifico coro rosa delle donne italiane.

E così, ho cercato di mettermi in un angolo e ascoltare le loro voci, come una straniera che volesse imparare lingua, usi e costumi di un popolo diverso.

Cosa sognano, le donne? Tutte, attempate o giovani, imprenditrici o studentesse, ereditiere o lavoratrici a progetto, scapole o fidanzate, fantasticano con aria trasognata e ricca d’idee originalissime, su quello che sarà il giorno del coronamento della loro esistenza: sposare l’uomo della loro vita e vivere felici e contenti finché morte non li separi.

Alla faccia di quanti sostengono che non ci si sposi più come una volta, sono stata a 15 matrimoni di fila, in meno di 15 mesi.

Al di là dei 15 coloratissimi abiti da cerimonia che ho collezionato nel mio armadio, alla fine di questo viaggio nel wedding world, il mondo delle nozze, ho accumulato un bel po’ di storie d’amore. Tutte con un comune punto di arrivo-partenza di una vita insieme, ma tutte con una  consapevolezza che mi ha spiazzata, quasi avessi scoperto la ricetta segreta della Coca Cola: quella dell’unicità e singolarità del loro amore.

Per quanto i matrimoni a me paressero tutti più o meno uguali, al di là degli addobbi glicine o porpora , dell’abito bianco o ècru della sposa, e del vino bianco o rosso nel mio calice, c’era qualcosa che non avevo considerato e che mi si è mostrata con lampante evidenza, tutto d’un tratto, alla vista d’un bacio. Ogni coppia ha i suoi baci e le sue storie, che nessuno potrà mai vivere allo stesso modo.

E così, ho deciso di accettare la sfida lanciatami da una sposa amica: catturare la storia unica della sua storia d’amore, fino al giorno delle nozze, da un’angolazione diversa dalla mia: la sua, e del suo amore.

Ed è così che ho accettato di diventare una “wedding writer”, che non vuol dire una scrittrice che sta per sposarsi(!), come molti hanno inteso, mandandomi carinissimi messaggi di auguri di nozze! Ma una “scrittrice di matrimoni”.

Cercherò di dar voce alle vostre storie d’amore, qualora lo vogliate, e mi affascinerà l’incredibile entusiasmo con il quale, ognuna di voi, ogni volta, mi dirà di sé e delle sue uniche incredibili nozze del secolo.

GiDM

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