Vorrei cominciare col ringraziare quei numerosi miei lettori- aspiranti scrittori, che quotidianamente mi scrivono chiedendomi consigli su come realizzare la loro opera prima e quali strade seguire per intraprendere la “professione” di scrittore.

E’ sorprendente quanto sconcertante notare che in Italia siamo tutti scrittori. Non credo ci sia un italiano, in grado di leggere e scrivere, che non abbia mai buttato giù due versi o scritto un raccontino o un testo di una canzone .

E’ così, siamo figli del “fermento scrittorio” dell’umanesimo, e ci fregiamo di avere questo dono di saper utilizzare ad arte la penna.

E’ talmente elevato il numero degli aspiranti scrittori dello stivale che gli editori spuntano come funghi, e con essi agenti letterari, concorsi poetici e di prosa. Ma non librerie. E la cosa mi sembra molto eloquente e anche un tantino divertente.

Mi dispiace deludervi, ma io non sono un “guru” della scrittura, e resto inebetita a fissare lo schermo nel tentare di darvi una risposta a quella domanda tanto ricorrente che mi ponete: “Vorrei scrivere un libro, che consigli mi daresti?”

La verità è che non ci sono regole per scrivere un libro (eccetto quelle grammaticali!), né di stile, né di focalizzazione, né di contenuti.

L’unica regola è scrivere una storia che per noi sia degna di essere letta, con la stessa passione con la quale si presenta alla vostra fantasia.

Non c’è il modo giusto per scrivere una storia; sarà la storia a dettarvi come dobbiate scriverla. L’unica scuola di scrittura che valga la pena frequentare è la biblioteca, quella di casa vostra, con la quale comprenderete, come è accaduto a me, quali generi  di storie non racconterete mai, da quali stili si senta più stimolata la vostra creatività, quali angoli del mondo umano siano più congeniali alla vostra sensibilità.

Si, scrittori non si diventa, scrittori semplicemente si è, anche se nessuna delle proprie storie vedrà mai la luce della ribalta del mercato editoriale.

Essere scrittori, artigiani di storie, plasmatori di fantasia in parole, è un istinto, un’ urgenza. Capirete di essere scrittori fin dalla più tenera età, dalla prima volta che direte una bugia ad un amico inventandoci su una storia talmente verosimile e in modo così accattivante  che finirete col crederci voi stessi.

Quando si chiedeva al maestro Michelangelo come e con quali tecniche o in base a quali criteri riuscisse a creare opere scultoree di eterna e rara bellezza, egli restava perplesso e rispondeva ” Io non faccio altro che togliere il materiale in più dai blocchi senza forma”.

 

GiDM.

 

 

 

2 Responses to Scrittori si nasce, scrittori si diventa

  1. Cara Giusella,
    volevamo ancora una volta dirti che sei straordinaria!!!
    Volevamo che tu sapessi che è fantastico leggerti!!!
    Un forte abbraccio alla nostra direttrice culturale.

  2. Roberto Baldini ha detto:

    Ci sono due categorie di scrittori: chi sa scrivere e chi no. E poi ci sei tu. Che rientri senza ombra di dubbio nella prima categoria. E che aggiungi qualcosa di personale, magico…
    E’ giustissimo ciò che dici, scrittori non si diventa. Al massimo si scopre d’esserlo solo più tardi.
    Per fortuna tu l’hai scoperto subito… 🙂

Rispondi