Vicoli di Napoli

E’ una di quelle che non puoi non consocere nella tua vita, una di quelle che o ami o odi, ma che poi, pure se dici di odiarla, non puoi fare a meno di ripensare e ricordare e risentirne la voce, l’odore, nei ricordi. Non puoi non averne mai sentito parlare nella tua vita, il mondo la declama da sempre, in ogni epoca, attraverso ogni popolo, in ogni lingua; non c’è essere umano passato su questo pianeta (o forse anche su altri), che non abbia pronunciato il suo nome almeno una volta nella vita : Napoli.
Ad ogni angolo, in ogni vicolo, per ogni piazza e lungo i suoi litorali, il suo sole caldo ti pervade i pensieri e ti sembra che ogni cosa sia viva, sia bella, abbia un sapore vivace e non abbia mai fine.
Non c’è popolo più autoironico al mondo, “industrioso”, come diceva il Boccaccio, capace di rialzarsi dalle ceneri e dalle tempeste con immutato ottimismo e fiducia nella vita. Non c’è fretta, a Napoli. Perché non ha senso voler fare a gara con il tempo in una città senza tempo, in cui ogni cosa è sempre uguale e fedele a sé stessa e alla sua essenza profonda: la gioia di essere vivi.
I panni stesi ad asciugare al sole, da una finestra all’altra, nei vicoli stretti e affollati, i teatri splendidi di opera e prosa, il profumo inconfondibile di ragù, i sorrisi gratuiti, i volumi preziosi dei suoi antichi archivi, l’allegria festosa dalle botteghe artigiane ai ristoranti popolati da stranieri. E’ metropoli e borgo, magnificenza e degrado, arte e praticità, onestà generosa e astuzia truffaldina.
Ma la sua luce risplende intensa e radiosa, oggi come ieri, sulle tele, nelle righe, tra le note, negli odori di chi l’ha conosciuta e ne ha portato la sua impronta via con sé, in tutti gli angoli del mondo.

GìDM

 

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