Al cinema“Plonto Dutè”
“Sabry!”
“Tei a Modena?”
“No! Sto qui, sto venendo a casa tua! preparati! Andiamo al cinema!”
” A pinema? Ma …quando leni a casa tua Dutè?”
“Tra dieci minuti, passo a comprare le patatine e il succo di frutta, vestiti bella”
“E babbè, ma andamo domani mattina a tinema, babbè?”
“No, non babbè! Andiamo tra poco, ci sono i Puffi!”
“I Puppi? E babbè, annamo…a bopo Dutè, mi metto i tandaletti”
Quindici minuti dopo sono a casa sua, raggiante ed euforica di vivere finalmente a pochi passi da lei e di portarla alla sua prima assoluta al Cinema.
Mi sembra una buona idea cominciare con i Puffi, penso, mentre lei appare sulla porta con codini, occhiali da sole e borsetta. Mi sento quasi in imbarazzo, coi miei leggins e le mie scarpe da ginnastica.
“Tei benuta Dutellina! Annamo…” Mi prende la mano, come a guidare lei me, e m’ infila nell’ascensore come se non avesse tempo da perdere. Si solleva sulle punte e preme il pulsante terra.
“Tu no no metti il lottetto Dutè?”
“No”, le rispondo, quasi in colpa, mentre la fisso, a occhi sgranati, specchiarsi e impiastricciarsi sulla bocca qualcosa simile a un lucidalabbra.
Sei minuti dopo, siamo al cinema. Trionfanti, positive e piene di entusiasmo.
Lei ha due buste di patatine di spongebob sotto un braccio, io una busta con succhi, salatini e marshmallows alla fragola.
“Due biglietti per favore!” Dico baldanzosa, masticando una big babool, mentre il tizio del botteghino si affaccia dal desk per vedere se sono in compagnia del mio amico immaginario o di qualcosa di più piccolo di un ombrello col manico.
“Vedamo i Puppi!” Lo incoraggia Sabry, mentre lui esegue basito.
Baldanzose avanziamo come due damigelle sul lungo tappeto porpora fino alla sala dello schermo gigante.
“Waaaaaaauuu!” Scoppietto d’entusiasmo, immaginando che Sabry sia altrettanto stupita alla vista di una tv super gigante e tutte quelle poltrone da provare. Invece no, è serissima. Sceglie il posto in una fila centrale, e io la seguo come una scolaretta.
“Ecco qua, mettamoti qua Dutella”.
Ci sediamo e sistematicamente scartocciamo tutto ciò che abbiamo nei sacchetti, patatine, caramelle gommose, succhi di frutta, salatini. Dopo pochi minuti ha inizio la proiezione, ma mi rendo conto che Sabry non vede un tubo perché la poltrona davanti a lei benché vuota le impedisce la visuale.
La tiro a sedere in braccio a me, mentre sullo schermo appaiono colorate immagini della festa a sorpresa per puffetta. Trallallà, siamo i puffi, che felicità, trallallà. Pochi istanti dopo, lo scenario si trasforma. Parigi, torre Eiffel. Gargamella, volto umano da vecchio orrendo, sulla punta della torre che lancia maledizioni ai puffi alla città al mondo. Sento Sabry lanciare un lamento di diniego.
“Non ti preoccupare adesso tornano i puffi, Sabry, c’è la festa a sorpresa di Puffetta!” Penso, che diavolo può mai accadere d’inquietante alla festa a sorpresa di Puffetta?!
Due minuti dopo, nel villaggio dei puffi, la dolce Puffetta piagnucola nel bosco ignara che i puffi le stiano preparando un giorno speciale. Mai poi, tutto d’un tratto, la bionda e dolce pupazzetta blu si trasforma diabolicamente, i capelli nero corvino, il colorito viola, occhiacci minacciosi.
Sabry urla, terrorizzata. E sussulto anch’io. I bimbi davanti a noi ci guardano dubbiosi. Ma Sabry scoppia a piangere e a strillare.
” Andiamo via!”, le dico in preda al panico
Scappiamo, per mano, sul tappeto porpora, nella penombra, le braccia all’aria, mentre sembra quasi che puffetta stregaccia c’insegua. Richiudiamo le porte dietro di noi, come uscite salve da un incendio.
Mi calo a baciarla e a tranquillizzarla, ritornando ad essere la zia matura.
“Amore è passato tutto, quella brutta puffettaccia sta solo sullo schermo, era per finta, ok?”
Lei piange ancora, un po’per lo spavento e un po’ per la delusione.
C’incamminiamo verso l’uscita, per mano, mentre Sabry borbotta.
“Dutella, ma picchè puppetta è tattiva?”
“ma poi diventa brava!” cerco disperatamente di rassicurarla.
“Babbè, ma è meglio Tenelentula. ”
“Già” approvo.
“E babbè Dutellina non ti poccupale adetto complamo la coccolata, babbè?!” mi conforta, splendida e paffuta.
“Vabbè!”. Concordo.
Ci rimettiamo gli occhiali da sole, e ci avviamo per mano,lungo il corso pieno di sole del primo pomeriggio, ciondolando le borsette.

 

2 Responses to Puffaura!

  1. Per fortuna non l’avete visto in 3D! 😀

  2. Enzo ha detto:

    Ahahaa la fai tale e quale a Babbina

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